
Enzo Caporaso, torinese, 50 anni è entrato nel Guinness dei Primati (da pochi giorni nelle librerie) per aver corso, tra il 23 febbraio e il 13 aprile 2008, 51 maratone in 51 giorni consecutivi.
Questa è la straordinaria impresa di un uomo normale che si staccava dal lavoro e dilatava la pausa pranzo di circa 4 ore, il tempo necessario per coprire i suoi 42,195 km quotidiani. Ex pugile professionista, ex rugbista di serie A (giocava nell'Ambrosetti Torino), la lucida follia di Caporaso è nata.... dal parrucchiere, leggendo un articolo che raccontava il record di Dean Karnazes, podista statunitense da “appena” 50 maratone in 50 giorni nel 2006, quando aveva 42 anni.
Max ha intervistato Caporaso, scoprendo che Forrest Gump è italiano.
Hai corso 51 maratone in 51 giorni consecutivi. Parafrasando il titolo del tuo libro sull'impresa: “ma chi te lo fa fare”?
«Diciamo che essere intervistati da Max potrebbe già costituire un buon motivo, alla luce anche del silenzio totale della stampa italiana. E poi se Dean Karnazes con le sue "sole" 50 maratone corse in altrettanti giorni consecutivi è stato definito lo sportivo più affascinante del mondo, perché non sperare, dopo il titolo sportivo e il vostro servizio, di portargli via anche questo primato?»
Il record che hai stabilito è roba da superatleti o da fantozziani fachiri del podismo?
«Ho sempre sostenuto che è una vittoria della volontà più che una prova da Superman. Ho preparato il record per un anno e ho dovuto combattere con mille ostacoli di organizzazione. Alla vigilia dell'impresa mi sono permesso di dichiarare: Meno male che da domani comincio a correre una maratona al giorno, così mi riposo un po».
L'ispirazione è arrivata guardando quale film: “Il maratoneta” o “Forrest Gump”?
«Nessuno dei due, solo la naturale conseguenza del leitmotiv della mia vita improntata sul se l'ha fatto lui, allora lo posso fare anch'io. E così, leggendo della celebrata impresa di Karnazes, anziché pensare, come la maggioranza, ma questo è pazzo, nella mia mente è balenato un se lui ne ha fatte 50, io ne farò 51».
Che fine ha fatto il giapponese Kusuda? Sembrava avesse corso 52 maratone in altrettanti giorni…
«Rispetto chi per 52 giorni consecutivi va a correre per oltre 4 ore. Stabilire un record, però, presuppone di sottostare a un regolamento rigido, a una serie di parametri che evidentemente nel tentativo del giapponese non sono stati rispettati. In fondo, se tu corressi 100 metri intorno all'isolato di casa tua in 9 secondi netti, il record non verrebbe omologato e il primatista rimarrebbe Bolt».
Che effetto fa essere uno dei pochi italiani sul libro del Guinness dei Primati 2010?
«È una soddisfazione immensa. Quel nome su uno dei libri più venduti al mondo è proprio il mio. E poi ho come compagni di pagina un certo signor Gebrselassie e una certa signora Radcliffe, due Dei della maratona».
Stai pensando a qualche nuova impresa?
«La mia nuova scommessa si chiama organizzazione di eventi sportivi, come la 24 Ore di Torino, prova di endurance che l'anno prossimo varrà per il campionato italiano di specialità, e il Gran Premio delle Regioni Piemonte e Valle d'Aosta - 100 km Ultramarathon.
Il 28 febbraio 2010, in occasione di Recordando, una manifestazione che vuole celebrare il mio record delle 51 maratone, Torino tenterà di strappare alla maratona di Londra il primato di maggior numero di record speciali, insoliti, stabiliti in una sola corsa di 42,195 km. E sarà un'altra giornata da Guinness».
A cura di Timothy Ormezzano
www.51marathon.com e www.giroitaliarun.it
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