
Per 12 anni è stato il Signore della Vecchia Signora. Il direttore sportivo più importante, influente e temuto che, prima del 4 maggio 2006, tutti i presidenti (o quasi) di Serie A, avrebbero voluto.
Chiunque al suo posto, inghiottito dalla tempesta di Calciopoli, avrebbe chiuso con il mondo del pallone. Chiunque ma non Luciano Moggi. 72 anni, di Monticiano (Siena), Lucky Luciano - così lo ha soprannominato Marco Travaglio, nel suo libro – ha pochi amici e tanti nemici, anche se lui dichiara per entrambi, di averne molti di più.
Max lo ha intervistato e un po’ sembra essere cambiato: bacchetta la Juve, elogia l’Inter e vede Capello tra i favoriti per il prossimo Mondiale.
Dov’è il trucco? Partiamo con un pronostico: chi giocherà la finale di Champions?
«Secondo me Barcellona – Chelsea».
E chi la vincerà?
«Adesso dico Chelsea, è la squadra più forte».
Domanda d’obbligo, lei vorrebbe Cassano in Nazionale?
«Non è importante quello che voglio io, e nemmeno quello che vuole Lippi. È più importante quello che vuole il gruppo. Leggendo le dichiarazioni dei giocatori, tra cui De Rossi, mi sembra che non siano per nulla indispettiti dalla scelta di Lippi su Cassano».
Che cosa manca a questa Juventus per essere competitiva?
«Mancano i campioni come Ibrahimovic, Zambrotta, Emerson e Vieira. Quelli che ci sono, ormai sono “vecchi"».
La favorita per il Campionato?
«Lo vincerà ancora l’Inter, è la squadra più forte e la più organizzata».
Lei, quale giocatore consiglierebbe di acquistare alla Juve?
«Dovrebbero prendere qualche dirigente».
Sarebbe disponibile a tornare nel mondo del calcio?
«Per ora mi divido tra giornali e televisioni. Così ho la possibilità di commentare e criticare. Ho più tempo libero. E sono meno stressato».
Si rimetta, solo per un momento, i panni di direttore sportivo, e ci dica due nomi di giovani italiani sui quali investirebbe…
«Andrea Poli della Sampdoria e Mario Balotelli dell’Inter, ma avrei potuto dirne tanti altri e altrettanto bravi».
Un ultimo pronostico: chi giocherà la finale al prossimo Mondiale?
«Brasile - Inghilterra e metto la Spagna come riserva del Brasile».
Silvia Santarelli
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Si parla dell'Arte Povera: Gisella vorrebbe un tavolo in legno grezzo, che più ruvido non ce n'è. No, spiego, è arte contemporanea. Certo, ribatte, lo fanno ora, è un mobile rustico, casereccio. Come quelli di una volta - rinforza Emilio - che col moderno si trova a disagio. No, non ci siamo. La
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