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Home > London loves all'Aus 18

Arte

London loves all'Aus 18

La situazione è disperata. Ma non seria...

Non c'è crisi che tenga. E tutto crolla, a suo modo. London loves...The way things fall apart: il messaggio viene da Londra e conforta. Approda alla galleria milanese Aus18 dove espongono fino al 4 aprile sei giovani londinesi. Che persino oltremanica si avverta disagio, traspare. È sufficiente notare la cifra cromatica delle singole opere per coglierne al volo l'umore. Non c'è l'eleganza “fumo di Londra” di sordiana memoria, ma il grigio pervade. Nicky Carvell (1983) ha sì la forza e i colori accesi di un graffitaro, solo che rivisita le immagini classiche di San Sebastiano, trafitto da folgori o saette stellari. Mark Harris (1971) frantuma i ruderi e li riveste in chiave geometrica o... magrittiana? Nathan James (1979) , artista pop, allegro, disincantato… ficca lo sguardo tra la sterpaglia e si chiede: cos'altro di peggio potrebbe succedere? Un vero allegrone! Mai quanto Boo Saville (1980) che se la cava alla grande con un teschio trafitto da una Biro. Lo straordinario sta nel fatto che è disegnato con la Biro. Arma letale. La Biro. Più della... spada? Siamo seri. Stuart Semple (1980) serio lo è per davvero. Esponente di punta della nuova generazione, ci conforta più con lo smile che ha volteggiato nel cieli davanti alla Tate Gallery, che con la visione di una “vispa” fanciulla accovacciata per terra. Per fortuna c'è Rachel Thorlby (1973) che spezzetta paesaggi oscuri, all'ombra di un vulcano. Fumante! Morale? No money, No laughters!

mercoledi 14.09.09 18.53
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