
Da cinque anni raccoglie le confessioni più intime di uomini e donne, in giro per l’Italia, in pub, spiagge ed eventi come il Misex, celebre manifestazione erotica milanese, con l’intento di realizzare un’indagine esaustiva sull’immaginario degli italiani. Chi se non Tania Bianchi, esperta in educazione sessuale, consulente in sessuologia e ricercatrice, poteva guidarci in questo viaggio alla ricerca di un nuovo punto di vista sul sesso, ma anche di dritte e suggerimenti per un’estate bollente? La prima puntata, come il primo appuntamento, serve per conoscerci.
Cominciamo entrando nel vivo della questione. A che cosa servono le fantasie sessuali?
«Le fantasie erotiche sono salutari e svolgono più funzioni, anche non sessuali. Oltre a risvegliare il desiderio e a migliorare le prestazioni, favoriscono il benessere e l’equilibrio psicofisico di tutta la persona. Sono liberatorie. Provocano il rilascio di endorfina, dopamina, noradrenalina, serotonina… quel bel cocktail chimico che fa star bene e fortifica il sistema immunitario. E non solo. “Fantasticare di sesso” promuove la capacità di visualizzazione, una risorsa applicabile a tutti gli ambiti della vita quotidiana e professionale. Stimola la memoria, la vigilanza, l’apprendimento, l’attenzione ed agisce sulla carica energetica, aumentando la motivazione e l’iniziativa. Allevia lo stress e la tensione, fa superare traumi e, dulcis in fundo, accresce l’autostima. Che è una gran bella cosa!»
Uomini e donne vivono le fantasie sessuali allo stesso modo?
«Ci sono delle differenze tra fantasie sessuali maschili e femminili, e, in contemporanea, delle intriganti mutazioni. I classici stereotipi sembrano riconfermarsi tutt’oggi. Allo stesso tempo, sta emergendo una tendenza “cross-gender”, una miscela. La maggior parte delle donne mostra un atteggiamento sempre più aperto, disinibito e vario verso i propri desideri sessuali. Mentre gli uomini si scoprono disponibili alla sperimentazione del proprio corpo. Temi d’inversione di ruoli, dominazione e sottomissione sono presenti in entrambi i sessi. Attenzione, però: contenuti simili possono innescare risposte diverse nei maschi e nelle femmine, o essere associati a ragioni emotive e aspettative di natura differente».
Al di là dei contenuti, le fantasie erotiche cambiano anche nello stile?
«Le fantasie femminili sono notoriamente considerate più dettagliate, romantiche e narrative rispetto a quelle maschili, costruite in genere senza troppa trama. Con sorpresa, però, ho scoperto un fiorire di uomini che indulgono nello squisito piacere dei particolari, a volte nemmeno sessuali… nelle rifiniture di storie che si sviluppano in un lento crescendo, passo per passo».
Com’è stata l’esperienza al Misex? Hai notato mutamenti rispetto agli altri anni?
«Decisamente. A distanza di solo un anno e mezzo, ho riscontrato un notevole aumento femminile tra il pubblico. Quando partecipai la prima volta, i maschi mi guardavano perplessi, come se fossi fuori luogo. L’edizione seguente, quando avevo già il mio stand, le rare donne che s’aggiravano in coppia avevano un’aria smarrita, tenevano strette per mano il proprio uomo… Mi davano l’impressione che fossero lì per non lasciarlo andare da solo, ma che in cuor loro non condividessero quel mondo così alieno ai propri desideri. Ora, invece, con una presenza numericamente significativa, le ho viste muoversi disinvolte, divertite da queste esibizioni “circo-luna park”, niente affatto intimorite dalla vista di nudità ed espressioni corporee di altre donne. E gli uomini, li ho trovati, in fondo, più disincantati».
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