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Speciale sex 3

La guida hot di Max. Orgasmo: ci conosciamo?

Come si fa a capire se è vero o finto? Ed è vero che possono simularlo anche gli uomini? La parola alla nostra sessuologa

Apriamo il dibattito: le donne fingono davvero l’orgasmo?
«Niente di nuovo sul fronte occidentale: ormai lo sanno anche i muri. Sono passati i tempi in cui la Meg Ryan di Harry ti presento Sally provocava scalpore nel mimare a comando, con così tanta convinzione, il trasporto di un godimento da mille e una notte. E nemmeno in una camera da letto, poi!».
Gli uomini, però, continuano a chiedersi quale sia il segreto di tanta disinvolta maestria…
«Si dice che la pratica rende perfetti. È stato stimato, da vari studi in diversi Paesi, che il 70% delle donne simula l’orgasmo. Alcune regolarmente, persino sempre, altre secondo occasione. Il perpetrarsi della simulazione è facilitato dal fatto che ben 9 donne su 10 sono convinte che gli uomini non sappiano capire la differenza tra un orgasmo vero e uno finto».
È la verità? Oppure c’è il modo di distinguerli?
«In realtà sì. Gemiti e ansimi sono facilmente riproducibili, ma ci sono altri segnali più sottili ed inequivocabili: all’avvicinarsi del culmine il battito del cuore aumenta, così come la sudorazione, e il respiro, che si fa più veloce e greve, è in sintonia (importantissimo!) con il ritmo dei movimenti del corpo e la tensione muscolare. E ancora: le pupille si dilatano, e labbra, nel viso e nei genitali, s’irrorano di sangue, si tumefanno e diventano più scure. Alcune donne manifestano un arrossamento diffuso della pelle, specie nel collo e nelle guance. I capezzoli s’induriscono. Per l’eccitazione, il clitoride si dilata, ma ad orgasmo imminente, si ritira sotto il cappuccio protettivo e riemerge solo quando la stimolazione ha termine. Durante l’orgasmo, l’utero, la vagina e il perineo subiscono una serie di contrazioni ritmiche che portano spesso allo spasmo delle dita dei piedi, all’inarcamento della schiena e a spinte pelviche involontarie. Per non parlare dei casi d’eiaculazione femminile. Inoltre la risoluzione post-orgasmica nella donna, a differenza dell’uomo, richiede una mezz’oretta. Per cui se lei si alza immediatamente dopo, presa da altre faccende… la chimica è quantomeno sospetta».
La paura che lei finga può incidere sulla qualità del rapporto?
«L’uomo, in genere, non ci pensa, convinto che con lui non possa capitare, o che comunque se ne accorgerebbe. Il fatto che la donna simuli per preservare l’autostima del compagno e non creargli complessi sulle proprie doti virili, può essere visto anche come un gesto d’amore. In più, recitare il piacere può essere stimolante per sé e per l’altro e, talvolta, nell’ardore della scena, suscitare un’eccitazione autentica. Alla lunga, però, rischia d’innescare un meccanismo insidioso d’inappagamento, ipocrisia, negazione e malintesi che mina il rapporto. Paradossalmente, finisce per allontanare proprio con quell’atto che dovrebbe unire».
Se lui sospetta, è giusto che chieda conferme a lei?
«Dipende dai caratteri, dal tipo di relazione e dai modi con cui ci si esprime. Prima d’indagare, è bene che lui si domandi che cosa ne intende fare di quell’informazione: deve essere sicuro, insomma, di non prendersela personalmente e soprattutto farsi trovare pronto a dei cambiamenti, se necessari. D’altro canto, la donna deve saper rispondere con rispetto e delicatezza d’animo, perché il maschio, sugli argomenti intimi che vive legati alla propria identità, è particolarmente sensibile e fragile. Una volta “confessato”, non c’è via di ritorno, solo di evoluzione».
È vero che oggi anche l’uomo prova a recitare?
«Sì, sembra strano, ma adesso finge anche lui. A volte, meglio di tutte quelle donne che gli hanno fatto credere di essere un “latin lover”. Ha osservato, ha imparato e sa fingere un piacere più intenso di quello vissuto. Addirittura simula l’eiaculazione: complici un asciugamano, un fazzolettino, un preservativo usati e gettati via in fretta… o una veloce corsa in bagno».
Motivi?
«Gli stessi della donna. La dinamica dietro al fingere un orgasmo è semplice: lui, come lei, sente che questa volta non lo avrà e, non volendo prolungare l’atto, “inscena”. Lo fa per porre fine allo sforzo della partner nel tentativo di soddisfarlo, evitare di ferirne l’orgoglio per non esserci riuscita, risparmiarsi discussioni, farla sentire una “vera donna”, sentirsi un “vero uomo”, oppure qualche risentimento, anche inconscio, nei suoi confronti, senso d’inadeguatezza, vergogna, dolore o semplicemente la fretta di finire un rapporto sessuale iniziato per “dovere” o che, in quel momento, non piace così tanto. Questo, a pensarci bene, rivela che la sensibilità maschile è aumentata. Nei sondaggi, molti uomini e donne dichiarano di preferire partner che non sono campioni a letto, ma che dimostrano attenzione e affetto. In fondo, la “tecnica amatoria” può sempre essere migliorata!».

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mercoledi 14.09.09 18.53
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