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Speciale sex 5

La guida hot di Max. I preliminari. Questi sconosciuti

Giunti alla quinta puntata del nostro viaggio nel mondo del sesso finalmente parliamo di "riscaldamento". Irrinunciabile premessa...

Per alcuni sono un vero e proprio preludio all’estasi sessuale, per altri semplicemente una sorta di “tassa” da pagare. In mezzo, troviamo tutta una serie di sfaccettature e luoghi comuni che fanno dei preliminari un bel groviglio da districare. E noi ci proviamo, ancora una volta con l’aiuto della sessuologa Tania Bianchi.
Che rapporto ha l’uomo con i preliminari?
«Anni fa vivevo a Londra e mi venne a trovare un caro amico dall’Italia. Ad un certo punto, abbassando la voce, arrischiò: “Tania, ma è proprio vero questo mito dei preliminari? Esistono?” Pensavo scherzasse. E invece no. A distanza di anni, mi accorgo che questo dilemma si dibatte ancora nell’animo di molti uomini».
Dolci baci e languide carezze… La donna ne ha davvero così bisogno?
«Dipende: dobbiamo procedere per gradi. Se, di solito, a un maschio occorre un manciata di minuti per arrivare all’orgasmo, alla femmina ce ne vuole fino a 10 volte tanto. È anche vero che ad orgasmo avvenuto, l’uomo ha una caduta verticale dell’eccitazione e del desiderio, e un periodo refrattario prima che possa provarne un altro. Mentre alla donna l’eccitazione dura per un’altra mezz’oretta. Da qui la possibilità di orgasmi multipli. Le femmine, insomma, sono come dei forni: ci vuole più tempo a scaldarli, ma, una volta spenti, mantengono il calore più a lungo e, finché non si sono del tutto raffreddati, sono pronti ad essere riportati ad alta temperatura nel giro di pochi secondi».
Ma allora, perché a molti maschi i preliminari risultano così ostici?
«Ci sono diversi motivi. L’uomo, quando è stimolato, raggiunge rapidamente quel “punto di non ritorno” che precede inesorabilmente il suo orgasmo. La donna, invece, può rimanere con molta più facilità in bilico tra l’acme del piacere e l’imminente sua esplosione: è per questo che, oltre ad averne bisogno per “mettersi in moto”, ama i preliminari. Molti uomini, poi, non conoscono le dinamiche del corpo femminile, le zone erogene che sembrano spostarsi continuamente. Non volendo rivelare la propria ignoranza, né chiedere istruzioni per timore di apparire inesperti o inadeguati, preferiscono liquidare questo scomodo passaggio con pochi gesti o saltarlo del tutto per procedere al “piatto preferito”».
Anche l’ansia da prestazione gioca un ruolo in questa dinamica?
«Sì. Un’altra paurache domina la mente di alcuni uomini per tutto l’atto sessuale è quella di perdere l’erezione. E allora scatta l’impulso di “andare dritti alla meta” senza correre rischi. Quello che, ironicamente, la maggior parte degli uomini ignora è che l’erezione ha i suoi cicli; che nell’andare “su e giù” il proprio membro fa “il suo mestiere” e che, soprattutto, le donne, quando viene loro dedicata attenzione e godimento in altro modo, non sono altrettanto ossessionate dalla rigidità».
Che cosa ci guadagna un maschio con i preliminari?
«Più sesso, più spesso, più a lungo, e quel piacere più intenso e appassionato, senza barriere, che lei ti può dare nell’aprirsi e congiungersi a te. E una grande autostima. Un segreto che molti ignorano. Ma ci sono altre buone notizie: i preliminari possono iniziare molto prima che cominci l’atto fisico».
Qualche esempio?
«Preparala con dei messaggi che la facciano sentire desiderata: SMS, telefonate, bigliettini. Stimolale la fantasia e la voglia: il più potente organo sessuale è il cervello. Occhiate maliziose, frasi stuzzicanti pronunciate sfacciatamente in pubblico o sussurrate all’orecchio, penetrano a fondo nella neurologia e alimentano il desiderio fino a farlo bollire. E lei, al momento fatidico, come per magia sarà già pronta e altamente disponibile».
Può accadere che a lei non interessino i preliminari?
«Sì, se lui è maldestro o lei non ne ha bisogno. I preliminari servono alle donne per “lasciarsi andare”, liberare la mente. Ma ora molte, con più esperienza e conoscenza del proprio corpo, sono già in sintonia con i loro desideri e sanno riprodurli in autonomia con maggiore celerità. Gli stimoli quotidiani forniti dall’esterno, inoltre, non mancano e sanno infiammare la fantasia femminile ancor prima di iniziar»e.
E lui come deve comportarsi? Meglio parlarne o passare oltre?
«Parlarne in modo aperto può, in certi casi, servire a conoscere le reciproche preferenze o far emergere le motivazioni di titubanze su alcune pratiche. Per esempio: i rapporti orali. C’è a chi piace farli, ma non riceverli o viceversa. C’è chi li schiva “tout court”. Perché? Incoraggiarsi ad espandere le proprie esperienze è positivo, ma, ad un certo punto, occorre rispettare gli spazi e le scelte del partner».
È possibile stilare una classifica delle preferenze di lei e di lui in fatto di preliminari?
«In linea di massima, le zone erogene sono tra le principali responsabili della differenza di gusti tra maschi e femmine. La sensibilità corporea della donna è più estesa e nettamente maggiore di quella dell’uomo. Se pensiamo alla sola pelle risulta ben 10 volte tanto! Il corpo femminile è un territorio da esplorare con la mappa in mano: le aree di piacere sono una miriade, e pare pure che si “spostino” a seconda dei giorni e dello stato d’animo. Quello che le ha donato l’estasi ieri, potrebbe non essere così di gradimento oggi. Per questo occorre essere creativi e avventurosi. Per gli uomini, invece, il discorso è diverso: preferenze e peculiarità personali a parte, l’area genitale rimane la “regina indiscussa”, centro d’attenzione di gran lunga superiore a qualsiasi altra loro zona erogena. Tanto che, per alcuni, il posticipare e l’attardarsi della partner su diversi lidi crea solo frustrazione. È anche vero, però, che l’atteggiamento maschile sta cambiando. La voglia di giocare, accarezzarsi ed esplorarsi è in aumento… e a volte, anche solo un propedeutico, invitante SMS, o un suo equivalente, può fare miracoli».

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mercoledi 14.09.09 18.53
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