
Chi non lavora non fa l’amore, diceva un celebre ritornello. Ma oggi è ancora così, oppure un po’ di stress fa bene alla coppia e alla vita sessuale? Ci risponde la nostra esperta, la sessuologa Tania Bianchi. Perché questa puntata è dedicata proprio al binomio sesso & carriera. Pronti a scoprirlo?
«Cominciamo a fare un primo distinguo, quello tra i concetti di lavoro e carriera. Mentre il primo è più abitudinario, la seconda ha in sé elementi di ambizione, di sfida, di sprono all’agire. L’attività e la spinta all’azione sono legati alla dopamina che aumenta il battito cardiaco, la pressione sanguigna, e questo va di pari passo con la voglia di sesso: la stimola. Il lavoro di routine, invece, può risultare monotono e pesante. Quando non ci si sente realizzati, ogni compito lavorativo sembra diventare un problema, col rischio di assorbire totalmente concentrazione ed energie ad esclusione di tutto il resto… compresi gli affetti, che diventano a loro volta un’ulteriore zavorra. Per chi ha passione per i propri incarichi o si sente in carriera, quindi, “staccare la spina” significa dedicarsi ad altre attività, divertimenti, sport e… sesso! Per chi vive abitudinariamente il proprio mestiere, invece, questo si traduce col poltrire e dormire… a scapito dei rapporti sessuali».
Le donne e gli uomini in carriera spaventano o attraggono?
«Le donne di successo, “wonder women” tutte lavoro e responsabilità, pare facciano paura. Per loro, il prezzo di una carriera soddisfacente è spesso quello di non trovare un uomo capace di reggere il confronto o tenere il passo. Se poi lui è un maschio “alfa”, un “capobranco”, la cosa diventa ancora più complicata. Ma è qui che intervengono gli esemplari “beta”: dopo esperienze fallimentari ed intricate con uomini della stessa “specie”, le donne in carriera ritrovano la felicità con compagni “pacati”, non ambiziosi, che magari sbagliano i congiuntivi, ma con cui fanno sesso gioioso e che le fanno sentire amate, stimate e desiderate».
E i maschi “alfa”?
«Ce lo spiega la studiosa britannica Nicole Cairncross: quando arrivano a casa la sera, dopo una lunga e stressante giornata di lavoro, l’ultima cosa che desiderano è trovare una moglie con la quale sentirsi in competizione. Vogliono una vita facile, qualcuno che li capisca e li consoli. Ecco perché sposano femmine “beta”, che non hanno tratti virili e sono molto più riposanti. Della serie: “C’è posto e speranza per tutti”».
È vero che soldi e potere rendono sexy qualsiasi uomo?
«La ricchezza in sé non ha valore erotico, ma “fa sesso” solo se viene percepita come indice e risultato d’intraprendenza, ambizione e della capacità di guadagno. Allora attira e seduce realmente. In un’indagine dell’Università della Pennsylvania hanno chiesto di giudicare il fascino di un uomo facoltoso che ha vinto il suo patrimonio alla lotteria, in paragone con chi lo ha ricavato dalla vendita di una società informatica. L’esito ha dimostrato che le donne preferiscono in modo netto l’individuo che quei soldi se li è sudati, rispetto a chi è stato semplicemente baciato dalla fortuna. Alla resa dei conti, trasmettere l’immagine di chi sa “procacciare le risorse” seduce molto più della ricchezza di chi ce l’ha già, ma non la possiede per merito, e vince persino sulla bellezza».
Il sogno erotico femminile: manager o muratore?
«Diciamo tutti e due, purché sappiano incarnare quel senso di stabilità, attenzione, audacia e protezione: il primo, per la destrezza organizzativa e intellettuale; il secondo con l’abilità manuale e la prestanza fisica. Certo che, però, se lei, anziché dinamico, s’immagina il manager stressato, assente e distratto… la figura dell’aitante muratore, senza pensieri, che ti desidera focoso e ti fa sentire una “vera femmina”… è una manna dal cielo!».
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