
Una vita senza sesso, per anni o addirittura per sempre. Vi sembra impossibile? Eppure, nella nostra carrellata sull’eros in compagnia della sessuologa Tania Bianchi, abbiamo scoperto che il fenomeno non solo esiste, ma è anche in costante aumento. Per capire meglio di cosa si tratta, bisogna prima imparare a distinguere gli asessuali dai “sexless”. Quali sono le differenze?
Un asessuale è qualcuno che non prova e non ha mai provato in vita sua attrazione sessuale. Da non confondere con l’astinenza del celibato, che è una scelta. La definizione di “sexless”, invece, riguarda un fenomeno in aumento: l’assenza cronica di atti sessuali nella vita di chi, invece, prima aveva pulsioni e rapporti. La mancanza di voglia può essere dovuta a stress, ansia da prestazione, superlavoro, debilitazione fisica, assunzione di medicinali o sostanze, depressione, ansia, scarso desiderio del partner, sublimazione in altri interessi, intense attività sportive e hobby… per periodi prolungati e anche per anni.
Quali sono i numeri del fenomeno?
Un’indagine condotta da Abacus su 1.100 italiani, uomini e donne tra i 25 e i 70 anni, rivela che più di una coppia su tre ha sofferto o soffre di problemi legati alla sessualità. Stress, ritmi di lavoro intensi, mancanza di tempo da dedicare all’intimità, mortificano l'eros e i rapporti possono andare in crisi.
Chi sono i più colpiti dal problema?
Pare i giapponesi: i dati indicano che sono ottimi lavoratori, ma pessimi amanti. Quando rientrano a casa, dopo turni lunghi e massacranti, cadono nelle braccia di Morfeo. Il 30% della popolazione tra 16 e 49 anni non lo fa per oltre un mese e nel 2007 una coppia su quattro non ha avuto alcun rapporto sessuale. Ce lo conferma uno studio della casa di contraccettivi “Durex”: il Giappone è relegato all'ultimo posto sulla frequenza dei rapporti (circa 45 all'anno), mentre l'Italia si piazza al ventesimo posto (con 106).
Gli asessuali, invece, quanti sono?
Non lo si può dire con esattezza, perché non esistono ancora dati statistici attendibili. Fino a pochi anni fa, queste persone si sentivano isolate: la nostra cultura non presenta modelli di questo genere. Solo adesso, anche grazie a Internet e a siti come AVEN (Asexual Visibility and Education Network) con le relative comunità internazionali, tra cui l’italiana (www.asexuality.org/it), gli asessuali stanno cominciando a trovarsi e a dichiarare la loro asessualità ad amici, parenti e al mondo intero.
Si può rinunciare al sesso e avere comunque una vita di coppia?
Gli asessuali hanno gli stessi bisogni emotivi di chiunque altro e, come nella “comunità sessuale”, soddisfano queste esigenze in modi diversi. Molti asessuali possono provare attrazione, anche forte, per un’altra persona, ma non avvertono il bisogno d’agirla col sesso. Sentono, invece, il desiderio di conoscere qualcuno e di “coinvolgersi” in qualsiasi maniera funzioni meglio per loro. Alcuni sono contenti di stare in una cerchia di amici stretti. Altri sentono il bisogno di formare delle relazioni romantiche più intime. Si prendono delle cotte e s’innamorano. Stanno in coppia in modo tradizionale, convivono o si sposano. Sono monogami oppure “poliamorosi”, si sentono attratti in modo emotivo, romantico, estetico, intellettuale… ma non sessuale. Lo sono spesso per un genere ben specifico e s’identificano quindi, nella “pura attrazione”, come etero, gay o lesbiche.
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